La dipendenza da smartphone che sfocia nella nomofobia, ovvero nella paura incontrollata di rimanere sconnessi, sta allarmando esperti e studiosi del settore che hanno osservato come il fenomeno sia in forte crescita soprattutto fra ragazzi e bambini sempre più giovani.
I genitori si chiedono se è giusto regalare uno smartphone al proprio bambino ed eventualmente quale sia l’età ottimale per mettere nelle mani dei propri figli questa tecnologia dei tempi moderni che ha sicuramente molti lati positivi, ma anche numerosi fattori di rischio da non sottovalutare. Cercare di rimandare almeno fino alla scuola media sarebbe l’ideale, ma non sempre è facile.

«L’uso di questi strumenti deve essere regolamentato e non demonizzato» spiega lo psicologo dell’età evolutiva Gabriele Bissacco. «Vista la società odierna, infatti, sarebbe inutile chiudere gli occhi di fronte all’evidenza. I bambini, che imparano per imitazione, si trovano davanti ad adulti che non possono più fare a meno dello smartphone e quindi vietarne l’utilizzo potrebbe provocare l’effetto contrario. La cosa importante è insegnare al bambino delle regole, che però anche il genitore deve rispettare senza mai sgarrare».

Ma allora quali sono queste regole? E come fare per metterle in atto senza essere odiati?

Una bambina con lo sguardo perso nel mondo delle app.

1) La condivisione con mamma e papà

Deve essere chiaro al bambino che lo smartphone, pur essendo stato regalato a lui, non è un giocattolo e nemmeno una sua proprietà privata. Bisogna spiegargli fin da subito che si devono condividere con mamma e papà password e codici per accedervi, magari scegliendoli insieme. Inoltre i genitori devono avere la possibilità di leggere i messaggi e controllare la rubrica in qualsiasi momento. Attenzione però a non dare la sensazione di non rispettare la privacy. È importante chiedere loro il permesso prima di leggere o farlo insieme senza mai dare giudizi. Impareranno così a fidarsi di voi e, quando in adolescenza non vi sarà più permesso, avranno una maggiore consapevolezza del mezzo e si sentiranno più liberi di condividere con voi eventuali difficoltà.

Mani di un adulto che controllano i messaggi di un cellulare.

2) Si usa solo quando serve

Bisogna insegnare ai bambini che in determinati momenti della giornata lo smartphone non deve essere usato. Mentre si mangia, quando si va a letto, a scuola, quando si fanno i compiti può tranquillamente rimanere spento e riposto in un cassetto per evitare la tentazione di continuare a guardalo. Comprate una radiosveglia come quella di un tempo, così si evita la scusa di impostare la sveglia e averlo vicino fino al mattino. Inoltre è bene insegnare che mentre qualcuno ci parla non si devono leggere i messaggi.
Incentivate il gioco libero e all’aria aperta, cercate di dare loro altri stimoli per permettergli di avere delle alternative interessanti.

Bambini che guardano il cellulare a tavola mentre mangiano.

3) No al libero accesso a Internet

È importante spiegare ai bambini quali sono i pericoli del web. Esattamente come nella vita quotidiana vale la regola che non si deve parlare con gli sconosciuti, perché potrebbero essere adulti malintenzionati. Inoltre è necessario far capire bene che pubblicare foto private che li ritraggono può essere pericoloso e, spesso, non possono più essere eliminate dalla rete.
Potete mettere delle password per l’accesso a internet così che vostro figlio dovrà prima chiedervi il permesso e potrete controllare le sue ricerche.

Bambino da solo al buio con uno smartphone.

4) Fare un accordo durante i compiti

Se vostro figlio si rifiuta di spegnere il cellulare durante i compiti è inutile imporlo con forza, perché, come spesso accade, si potrebbero verificare comportamenti oppositivi che non farebbero altro che innescare in lui la voglia di fare le cose di nascosto. Per evitare che i compiti a casa diventino un momento stressante, una buona idea potrebbe essere quella di stipulare un accordo come ad esempio di poter controllare ogni tanto, magari finita una determinata materia, lo smartphone (e non ogni due minuti).

Un manuale scolastico e un cellulare.

5) Il rispetto degli altri

Responsabilizzare i nostri figli insegnando loro il rispetto degli altri non è semplicemente una regola da smartphone, ma un grande insegnamento di vita. Prendere in giro e parlare male dei compagni sui social network o su whatsapp è un comportamento deplorevole e, visti i tempi che corrono, deve essere ben chiare le conseguenze per evitare fenomeni di cyberbullismo.

Bambino triste seduto su una panchina da solo con lo smartphone in mano.

6) Le emozioni non sono fatte di emoticon

Educare alle emozioni è un compito importante che deve essere fatto a partire dalla più tenera età. È certo che talvolta nascondersi dietro una emoticon forse è più facile, ma anche i Digital Natives devono avere il diritto di usare tutti i sensi.

Tante emoticons tristi e una felice nel mezzo.

7) Mamma e papà devono dare l’esempio

Ovviamente i genitori costituiscono un modello per i figli e se, mentre si porta il proprio figlio al parco non si riesce a fare a meno di parlare al telefono o controllare la mail o i messaggi, non si può poi pretendere che il nostro bambino impari a comportarsi diversamente. Dunque tutte le regole concordate devono essere prese in seria considerazione da piccoli e grandi. Rinunciare allo smartphone nel tempo dedicato ai figli si rivelerà una grande opportunità di condivisione sia per i nostri cuccioli, sia per noi adulti.

Uomo al parco assorto nella lettura del cellulare.